Il Bloody Mary … un drink dannatamente buono!

Il Bloody Mary … un drink dannatamente buono!

Seduti al bancone di un bar, all’ora dell’aperitivo, è facile sentire ordinare i più diversi cocktail e, talvolta, si sente nominare anche il Bloody Mary, un drink dal sapore accattivante e dal nome estremamente evocativo.

La sua ricetta è abbastanza nota e si realizza mescolando i seguenti ingredienti:

  • 1 parte di Vodka
  • 3 parti di succo di pomodoro
  • 2 spruzzi di Worcester
  • Il succo di 1/2 limone
  • 1 goccia di Tabasco
  • 3 cubetti di ghiaccio
  • Sale e pepe
  • Una fettina di limone, un rametto di menta o un gambo di sedano per decorare.

L’origine del suo nome, invece, non è altrettanto diffusa e, di certo, è alquanto macabra. Le versioni più accreditate sono due, ed entrambe mettono i brividi!

Secondo una prima corrente di pensiero il nome di questa bevanda deriverebbe da Maria Tudor I, la Regina d’Inghilterra che si guadagnò il soprannome di “Maria la sanguinaria” perché usava uccidere tutti coloro che si opponevano al cattolicesimo. Secondo questa versione, dunque, il cocktail si chiamerebbe così in onore della regina e rimanderebbe al sangue da lei versato.

La seconda versione, ancor più raccapricciante, ricollega invece il nome della nota bevanda ad una povera quattordicenne – Mary, appunto – che venne sepolta viva e che tentò a lungo di uscire dalla barra ferendosi a sangue le mani, fino a che non morì per lo sforzo. Terribile, eh? Ma non è finita qui … La leggenda, infatti, narra che, ancor oggi, lo spettro della ragazzina appaia a chiunque ripeta tre volte  ‘Bloody Mary’ e, ai più fortunati, essa riveli il futuro mentre agli altri deturpi il volto graffiandoglielo in modo furioso, esattamente come fece tanti anni fa con la sua bara.

Il Bloody Mary, un drink dannatamente buono

Se vi abbiamo messo troppa paura, correte nei migliori bar di Montebelluna (Bin Caffè DegustazioneCaffè Bertolini Caffè Teatroa farvi un drink più tranquillizzante ma, se siete coraggiosi, provate a ripetere ‘Bloody Mary’ tre volte di fila!